Retrospettiva - Museo di Carcente



 
 
 
 
Ciro Paolo Belvedere
Retrospettiva
Museo Casa Rurale di Carcente - dal 30 ottobre al 6 novembre 2016

La mostra è divisa in periodi a cui è stato attribuito un colore. Un percorso che parte dalla ricerca di un’espressione pittorica dei primi anni, fino alle opere più attuali.
Una retrospettiva utile per comprendere le fasi che hanno accompagnato l’artista, attraverso differenti ma tuttavia compatibili correnti, al raggiungimento di uno stile che lo caratterizza.
Bozzetti, collage, pittura a olio e acrilico; più di quaranta opere di collezione privata dell’artista sono esposte al Museo di Carcente.  Riflessioni di un’arte e di un vissuto in cui la luce e il buio si alternano dando luogo alla sua creatività e alla necessità di rimettersi sempre in gioco, nell’arte così come nella vita.

 

 

I BOZZETTI: una raccolta di schizzi a matita, penna o pastello. Nella maggior parte dei disegni è riconoscibile una chiara matrice surreale con richiami metafisici già in quelli del periodo bianco, e pop in quello rosso. Corrente, quest’ultima, che influenzerà definitivamente tutta la sua arte diventando parte integrante di un percorso artistico che resta a tutt’oggi  saldamente ancorato al suo mondo onirico.
E’ però doveroso sottolineare che i bozzetti difficilmente rappresentano disegni preparatori,  l’artista predilige l’immediatezza del processo pittorico, si fida dell’ispirazione spontanea e istintiva.

 

 

PERIODO BIANCO. La Ricerca: una panoramica del periodo nelle poche opere rimaste di proprietà dell’artista.
Si delimita come primo periodo gli anni che vanno dal 1995 al 2004.
Siamo agli inizi, le sperimentazioni e la ricerca dello stile più compatibile alla sua natura spingono l’artista a frequenti cambi di stile e tecniche.
I primi lavori di influenza nettamente cubista, o astrattismo geometrico, vengono rapidamente sostituiti da opere  decisamente surreali, oniriche. Ma in quegli anni anche il paesaggio lo seduce, il ritratto o l’astratto.

 

 

 

 

PERIODO GRIGIO. Neo Espressionismo: dal 2005 al 2008 si delimita il periodo grigio.
E’ l’abbandono dei colori, di magiche atmosfere per la narrazione.
L’artista narra se stesso e il mondo che lo circonda.  Fatti realmente accaduti lo riportano alla realtà, lontano dalle sue magiche visioni.
Ciò che vede e che decide di dipingere è la cruda società, il grigio domina su tutto e i suoi quadri si fanno cupi. Tuttavia, nonostante la breve virata espressionista, le opere restano caratterizzate da sottili richiami onirici.

 

 

 

 

 

PERIODO ROSSO. L’Infanzia: “L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile “ Paul Klee. Dal 2008 al 2011 si delimita il periodo Rosso. Tornano prepotentemente i colori, l’artista ritorna a sognare ma con nuova energia. Grazie al progetto Artkey di Punto al Centro (Associazione per l’infanzia), Belvedere ritrova i suoi mondi magici, questa volta uniti a disegni primordiali infantili che ritaglia e applica sulla tela a modi collage. Il segno dell’infanzia gli consente di andare oltre ogni forma, allontanandosi dalla razionalità che lo aveva pervaso negli anni precedenti. E’un lento trasloco nel periodo successivo dove il tutto si ricolloca al suo posto restituendo all’artista lo stile che più lo rappresenta.

 

 

PERIODO AZZURRO. Il Pop Surrealismo: dal 2011 ad oggi si delimita il periodo Azzurro.
L’incontro con il Pop Surrealismo lo riporta ai cardini della sua esperienza artistica ma soprattutto, grazie alla sperimentazione fatta negli anni precedenti, a una nuova pittura dove il Surrealismo, l’Arte Pop, l’Espressionismo, il Realismo, l’infanzia, la narrazione e il paesaggio si fondono sulla tela dando vita al linguaggio pittorico attuale.
Gli ultimi lavori sono, inoltre, caratterizzati da una forte influenza paesaggistica locale, le storie narrate sulla tela hanno come sfondo i luoghi, giardini e le ville del lago di Como.